Fiorella Furlan

Fiorella Furlan nasce a Gallarate nel 1971, studia al Politecnico di Milano dove si laurea in architettura nel 1998. Dal 1994 al 1996 approfondisce gli studi e si confronta con le realtà europee del design nell'ambito dei convegni organizzati in Polonia, Francia e Belgio dall'EASA (Associazione Europea Studenti di Architetture) Nel gennaio del 1999 inizia l'attività professionale dedicandosi dapprima al design e all'architettura d'interni con la progettazione e realizzazione di scenografie e spazi pubblici, e successivamente approda all'architettura residenziale e industriale. La prima personale risale al maggio 1999 presso lo Spazio DE a Milano, da allora si susseguono mostre collettive e personali. Collabora con la rivista Freestyler nella sezione “Design e Architettura”. Nel settembre dello stesso anno è co-fondatrice del gruppo Malotroux, volto alla scoperta e alla promozione di giovani talenti nel design e curatrice d'immagine per lo spazio espositivo Aerodrome di Milano. Viene premiata nel dicembre 2000 per il progetto H200 al concorso d'idee “Gallarate:identità urbana, spazi pubblici ed elementi naturali” bandito dal Comune di Gallarate e organizzato da IN/ARCH Lombardia.

Lampade “Miky”, “Tetra”, “Bho”

Come affermava P. Valéry:”Le ricerche insensate conducono a scoperte impreviste”. E' partendo da questo assunto che la progettazione di quelle che sarebbe meglio definire oggetti illuminanti più che lampade, si evolve alla ricerca di forme sconosciute ma allo stesso tempo familiari. Una sintesi tra forme note e ignote che coniugano rigore e sentimento nella scelta dei materiali e delle dimensioni. Luci da tavolo, da aria, da parete, visibili o invisibili, fisse, mobili o da mano, create con materiali semplici quali la carta pergamena e la rete metallica che piegati, legati, cuciti disegnano giochi verticali, orizzontali o incrociati. Un omaggio alla semplicità forse, ma comunque presenze volutamente mai ingombranti che si fondono con le circostanze della vita e le attitudini della gente comune.